STORIA DEL SAKURA

Il Judo ha la natura dell’acqua
L’acqua scorre per raggiungere un livello equilibrato.
Non ha forma propria, ma prende quella del  recipiente che la contiene.
E’ indomabile e penetra ovunque. E’ permanente ed eterna come lo spazio e il tempo.
Invisibile allo stato di vapore, ha tuttavia la potenza di spaccare la crosta della terra.
Solidificata  in ghiaccio, ha la durezza della roccia.
Rende innumerevoli servigi e la sua utilità non ha limiti.
Eccola, turbinante nelle cascate del  Niagara, calma nella superficie di un lago, minacciosa in un torrente o dissetante in una fresca sorgente scoperta in un giorno d’estate.

                                                                                                Gunji Koizumi, Shi-han8° DAN

 

IL JUDO ARRIVA IN OSIMO

Nel lontano 1955, per l’iniziativa, l’entusiasmo e il dinamismo fattivo del Prof. Sardus Tronti e di Luciano Pettinari, venne costituito il Club Fiamma Judo Sakura, per l’insegnamento e la pratica del Judo. Da quel momento inizia ad essere praticato ad Osimo uno sport nuovo, che col passare degli anni interesserà sempre di più gli sportivi e che vedrà di anno in anno crescere il numero di praticanti
Il suo fascino deriva, oltre che dalla completezza della preparazione atletica, dall’altezza dei suoi ideali, che hanno come base il rispetto dell’uomo. Il nome Sakura, che in giapponese significa “fiore di ciliegio”. Simboleggia la bellezza e la purezza di questa disciplina sportiva.
Fin dall’inizio, coloro che diedero vita al “Judo Club Sakura” , cercarono di porre solide basi alla loro iniziativa. La nuova società sportiva, venne perciò regolarmente iscritta alla F.I.A.P. (Federazione Italiana Atletica Pesante) e cominciò la sua attività con la collaborazione di un grande maestro di Judo, Leonardo Limongelli cintura nera II Dan diplomato alla Federazione di Judo di Tokyo, primo direttore tecnico del Sakura di Osimo.

foto1955

I primi componenti del "Club Fiamma Judo Sakura" nella palestra di via Guasino

I TEMPI MITICI

La prima sede della palestra fu reperita in Via Guasimo, all’incirca all’altezza dell’Ex Circolo dei Senza Testa e fu affrescata da Elmo Cappannari . La città di Osimo divenne ben presto il più importante centro Judoistico delle Marche organizzando manifestazioni, competizioni e gare federali.
Anche il maestro Tommaso Betti Berutto, pioniere del Judo italiano, fu un instancabile collaboratore del Sakura.
Il maestro Limongelli venne per qualche mese da Roma per collaborare e mettere appunto le tecniche e le lezioni di Judo.
Il prof. Luigi Mosca, appena diplomato alla Farnesina dove aveva avuto modo di seguire un coso di Judo, prestò la sua opera nei primi mesi di attività del Club guidando gli atleti e la prima squadra agonistica. Il primo Tatami di 7 metri per 4, fu realizzato da Luciano Pettinari utilizzando 60 sacchi di segatura, 20 di trucioli e 50 di crine, ed un paio di vecchi teloni da un camion di Lombardelli da Passatempo. Una gentile signora, la maestra Giacconi, confezionò i primi candidi Kimoni, che dopo qualche ora sui teloni di Passatempo diventarono nere tute da carbonaro.
L’8 gennaio 1956, ebbero luogo l’inaugurazione e la prima manifestazione ufficiale, durante la quale venne presentata, al pubblico osimano, la squadra del Sakura dal maestro Limongelli che consegnò le prime cinture gialle.
Così il Sakura entrò nel giro delle competizioni sportive federali e da quel momento iniziò un lungo elenco di successivi, gare e soddisfazioni. Nello stesso anno vennero disputati con successo i primi Campionati Nazionali di cinture gialle a Milano.
Gran parte del merito fu dei nuovi Direttori Tecnici, Fratelli di Elio e Cinicio Volpini, Campioni Italiani ed Europei di Judo, grandi combattenti, validi maestri, eccezionali sportivi, che cominciarono la loro collaborazione con la società nel ’57. Per molti ani i fratelli Volpini seguirono il Sakura con grande competenza e generosità, alternandosi sul Tatami negli allenamenti e nelle lezioni ai piccoli allievi e ai giovani atleti osimani. In assenza dei maestri, che venivano una volta al mese, erano i più alti in grado a guidare la squadra: Giuseppe Corrina, Fausto Tronti, Alberto Carletti, Nel 1957 un gruppo di atleti, tra i quali Luciano Pettinari e Giuseppe Corrina, sente il bisogno di una maggiore autonomia e da vita ad una nuova palestra, la C.S.I. Il Sakura continua a crescere e nel 1958 è già necessario trovare una nuova sede più grande per accogliere gli atleti, che viene reperita in quella che fino ad allora era stata la caserma dei Carabinieri, in Cosrso Mazzini. Questa volta è Franco Graciotti a rappresentare nella parete di fondo una spettacolare tecnica.
Il Judo Club Sakura ottiene in quell’anno il primo grosso successo agonistico: Francesco Mattioli ai campionati nazionali di cinture gialle tenute a Lavis di Trento, si piazza quarto nella sua categoria ( pesi medi ) e nono assoluto

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2011 - Giacomo Carletti ai campionati europei master di Leibnitz (Austria)

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